martedì 24 febbraio 2009

::: FAHRENHEIT :::

Riceviamo e volentieri segnaliamo
www.fahre.rai.it ::: fahre@rai.it
23 - 27 febbraio 2009
Per tutta la settimana vi abbiamo invitati a indicare le vostre preferenza per stabilire la cinquina dei piu` grandi scrittori viventi. La partecipazione e` stata altissima tra le mail, gli sms e i voti che avete espresso sulla bacheca del nostro profilo Facebook: ha vinto con un ampio distacco Philip Roth, seguito da Jose` Saramago, Gabriel Garcia Marquez, David Grossman e Cormac McCarthy, una cinquina interessante e sfaccettata che lascia tuttavia un vuoto vistoso di presenza italiana e femminile Per il week end vi invitiamo a riascoltare dal nostro archivio le interviste a Saramago e a Grossman.

La prossima settimana si aprira` con Stefano Rodota`, che lunedi` sara` nostro ospite per presentare il suo ultimo saggio Perche` laico (Laterza), una riflessione sulla difficolta` sempre maggiore in italia di convivenza tra laici e cattolici; martedi` invece punteremo gli occhi sulla scuola insieme a Giulia Alberico, che nel suo Cuanta Pasion (Mondadori) racconta la sua esperienza diretta di trent'anni di insegnamento.

Lo spazio quotidiano delle 17.00, dedicato alla narrativa, vi offrira` l'occasione di ascoltare le interviste agli autori delle novita` in libreria: per il libro del giorno sfileranno Amelie Nothomb, Causa di forza maggiore (Voland); Marco Missiroli, Bianco (Guanda); Antonia Arslan, La strada di Smirne (Rizzoli); Daria Bignardi, Non vi lascero` orfani (Mondadori); Maurizio Torchio, Piccoli animali ( Einaudi)

Il vocabolario della prossima settimana sara` curato dalla scrittrice Elena Stancanelli.
Vi ricordiamo che potete partecipare a Fahrenheit scrivendoci mail per commentare con noi i temi e i libri, e per suggerirci nuovi spunti di riflessione. I nostri Forum, dove prosegue il dibattito intorno ai libri di Merce` Rodoreda e al testamento biologico, cosi` come il profilo su Facebook, sono a vostra disposizione per un dialogo e un confronto con la redazione e con gli altri ascoltatori.

Scriveteci tutte le mail che volete per commentare con noi i temi e gli ospiti delle nostre puntate e per partecipare alla Caccia al Libro.

Buon ascolto su Radio3.
La redazione di Fahrenheit

martedì 10 febbraio 2009

AMBIENTE E PACE - UNA SOLA RIVOLUZIONE

Disarmare l’Europa per salvare il futuro
Presentazione del libro di Carla Ravaioli
Edizioni Punto Rosso
Mercoledì 11 febbraio 2009 ore 18
Casa Internazionale delle Donne
Via della Lungara 19 – Roma
Sala Simonetta Tosi
Maria Luisa Boccia
Bianca Pomeranzi
Tiziana Bartolini
Sarà presente l’autrice
Il Pil assunto come misura del benessere e la crescita intesa unicamente quale moltiplicazione di merci, cioè gli assi portanti del neoliberismo, oggi vacillano paurosamente.

L'equazione 'più produzione = più benessere' è duramente smentita dagli scenari che la crisi economica ci presenta, mentre sempre più devastante appare l'impatto prodotto dall'attuale sistema economico sull'ambiente.

Di fronte all'eccezionalità del momento storico, nella drammatica constatazione che il capitalismo continua a sfruttare lavoratori e natura, Carla Ravaioli ritiene non più rinviabile una radicale riorganizzazione sociale ed economica. Alla domanda 'da dove cominciare?' risponde con una proposta 'potenzialmente eversiva': la smilitarizzazione unilaterale dell'Unione Europea, come primo passo verso la pace del mondo. L'ipotesi è forte e apre squarci sulla necessaria riorganizzazione dei rapporti e dei tempi privati e sociali, e del conseguente ordine delle priorità.

I Diari di Artom

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Nel panorama della letteratura resistenziale l'importanza particolare dei diari di Emanuele Artom (Bollati Boringhieri, 2008) sta nel fatto che essi furono scritti giorno per giorno sotto l'impressione immediata degli eventi, con una partecipazione ed una sofferenza quotidiana, in modo estremamente critico e disincantato, sovente anche cinico.

di Sandro Pedroli
Dopo la guerra di liberazione e fino a tutti gli anni 60 fu un fiorire di pubblicazioni, memorie, diari, lettere di ex-partigiani. Il difetto della maggioranza di questi contributi fu di venir scritti ancora sull'onda della memoria e dettati dall'euforia e dall `illusione di aver conquistato un avvenire di libertà. Le sofferenze, i conflitti, le incomprensioni, le tensioni, si addolcivano sotto il velo di un romantico entusiasmo ed autocompiacimento.


L'importanza particolare dei diari di Emanuele Artom (Bollati Boringhieri - 2008) sta nel fatto che essi furono scritti giorno per giorno sotto l'impressione immediata degli eventi, con una partecipazione ed una sofferenza quotidiana, in modo estremamente critico e disincantato, sovente anche cinico.


Due eventi quasi contemporanei contribuirono a formare la forte personalità di Emanuele Artom: la morte del fratello di cinque anni più giovane per un incidente di montagna nel 1940, e l'inasprirsi delle leggi razziali. La famiglia era profondamente inserita nella cultura ebraica della buona borghesia torinese. Per Emanuele le leggi razziali giungono come un incomprensibile fulmine a ciel sereno. Proprio il trauma delle leggi razziali fa scoprire ad Artom la sua "ebraicità" che col passare del tempo si fa sempre più militante. In seguito all'esclusione degli ebrei dalle scuole del regno, accanto alla sinagoga di Torino, si apre una scuola privata in cui Artom ha un ruolo importante, insegnando pure l'ebraico.

L'allontanamento di alcuni amici, il restringersi dei contatti, induriscono sempre più il suo carattere come si constata nel suo diario, iniziato il primo gennaio del 1940, a 25 anni.

Nel settembre del 1943 ha 28 anni. Fin dai primi giorni partecipa alla resistenza: ci va in uno slancio di fede ma senza illusioni e già nella prima pagina del suo periodo partigiano scrive "Bisogna scrivere questi fatti perché fra qualche decennio una nuova rettorica patriottarda o pseudoliberale non venga a esaltare le formazioni di purissimi eroi: siamo quel che siamo" Questo atteggiamento critico, scettico, sovente acido. molte volte ingiusto, lo accompagnerà fino all'estremo sacrificio. Appartenente a "Giustizia e Libertà" venne dislocato a Barge fra la brigate garibaldine
quale uomo di collegamento. La sua critica dei comunisti è impietosa: ne ammira la fede cieca, ma non ha nessuna tolleranza per la loro ignoranza, con la supponenza tipica dell'intellettuale. Accetta di buon grado i notevoli sacrifici fisici, meno le delusioni ideologiche.
Ritornato fra i G.L. in Val Pellice cerca di migliorarne l'organizzazione (anche se in realtà furono fra le più efficienti formazioni, con un ottimo addentellato con la popolazione locale), sovente in urto coi comandanti ma sempre pronto per le operazioni più rischiose. E proprio in occasione di una di queste azioni, il 25 marzo 1944, denunciato da una spia cui aveva salvato la vita, venne arrestato dalle SS italiane. Pochi giorni dopo morì in seguito alle terribili torture.


Il suo diario è un compendio di amore per gli ideali, ma estremamente critico Specchio di un perfezionista che si illude di condurre tutto sui binari della perfezione e dell'efficienza ma che letto con un occhio critico può dare un'idea di quello che è stata la lotta partigiana giorno per giorno, con tutti i suoi problemi.