martedì 27 giugno 2017

Lutto - Giuseppe Tamburrano (1929-2017)

La Federazione Socialista Italiana in Svizzera e L'Avvenire dei lavoratori, che con Giuseppe Tamburrano hanno coltivato uno speciale rapporto di collaborazione nel comune impegno per la salvaguardia della cultura politica socialista italiana e del Centro Estero di ascendenza siloniana, esprimono a Gianna Granati, a tutti i familiari di Tamburrano e alla Fondazione Pietro Nenni un sentimento di vero, profondo e fraterno cordoglio a nome di tutti i socialisti italiani in emigrazione.

Federazione Socialista Italiana in Svizzera

L'Avvenire dei lavoratori

Andrea Rocchelli - Vita e morte di un fotoreporter

È IN PREPARAZIONE A ZURIGO UNA MOSTRA SU ANDREA ROCCHELLI CURATA DAL FOTOGRAFO MIKLOS KLAUS ROSZA

La trasmissione LASER della radio svizzera RSI ha dedicato ad Andrea Rocchelli un servizio (andato in onda lunedì 22 maggio 2017) e fruibile in podcast.

VAI AL SITO >>> ascolta la trasmissione

Morire per la libertà di stampa, per documentare con precisione e attenzione un evento drammatico e poco raccontato come la guerra del Donbass. Il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli è stato ucciso insieme al giornalista russo Andrej Mironov durante la realizzazione di un reportage sulla guerra Ucraina il 24 maggio 2014.

La vicenda ha avuto una scarsa eco mediatica in quanto inizialmente la morte di Andrea e di Andrej era stata catalogata come incidente. Che non si fosse trattato di un incidente, ma di un attacco mirato a loro come giornalisti inermi, si è chiarito nel corso del tempo, a riflettori spenti.

Le autorità Ucraine, nonostante le assicurazioni di serie indagini e nonostante l'avvio di una rogatoria internazionale da parte della giustizia e del governo italiani, hanno eluso ogni quesito e non hanno finora fornito alcuna ricostruzione plausibile dell'accaduto, né hanno individuato responsabilità. In Italia il caso è ancora aperto.

Andrea era un giornalista attento e profondo e lo dimostrano non solo le sue foto, ma anche queste interviste, realizzate a Slovianks poco prima della sua morte e recuperate tra gli effetti personali del fotografo restituiti alla famiglia. Sono voci, queste, di civili stremati nascosti nei bunker, di bambini che associano ormai il suono dell'elicottero al “bum bum” del bombardamento.

Nel settembre 2014 a Bellinzona Monte Carasso è stata realizzata la prima mostra personale retrospettiva delle foto di Andrea Rocchelli, curata da Gianluigi Grossi (catalogo Evidence, 2014). L'Ambasciata Svizzera a Roma ha supportato, nell'ottobre 2015, un'altra mostra di Andrea dal titolo Stories svoltasi al “Museo di Roma in Trastevere”.

L'Assemblea parlamentare dell'OCSE a Vienna, nel febbraio del 2015, ha ricordato la morte di Andrea Rocchelli e di Laurent Etienne, entrambi uccisi in Ucraina nel 2014 come casi paradigmatici di violazioni dei diritti umani e di sacrificio per i valori della solidarietà, del soccorso e dell'informazione.

martedì 13 giugno 2017

Lampugnani, un maestro a Vigevano

“Piazza Ducale a Vigevano” mi ha risposto Vittorio Magnago Lampugnani. Gli avevo chiesto: "Tra le splendide piazze che

ci ha appena illustrato, in quale vorrebbe vivere?"

di Marco Morosini

Eravamo all'aperitivo in suo onore, con Rettora e Presidente del Politecnico di Zurigo, docenti, studenti e invitati, appena dopo la sua lezione di commiato nell'aula magna, piena fino all'ultimo posto. La lista dei suoi libri fa a gara per lunghezza con la lista dei premi ricevuti, e con quella delle città dove ha studiato o insegnato. L'architetto e storico dell'urbanismo è stato fino a quest'anno uno dei più amati e prestigiosi docenti del Politecnico.

    "Tra le splendide piazze che ci ha appena illustrato, in quale vorrebbe vivere?", gli ho chiesto. Ora rifletteva e esitava a rispondermi, sorridendo gentile, nella sua “leggendaria ma ingannevole modestia”, come era stato detto nella laudatio.

    "Einfach so, aus dem Bauch" (così, spontaneamente “dalla pancia”) ho aggiunto allora. “Piazza Ducale a Vigevano” ha risposto, senza più esitare.

    E ho subito pensato a come rimasi in meraviglia più che in qualunque altra piazza, quando mi affacciai su Piazza Ducale, sconosciuta a molti. E mi son ricordato di quando alla televisione italiana, in bianco e nero, senza le réclame, c'erano ancora le pause tra i programmi, ed erano riempite da lunghe sequenze delle più belle piazze italiane, accompagnate da un suono soave di clavicembalo.

    Ora in quella piazza, in quella Agorà della cultura comune che è oggi la televisione, invece delle più belle immagini delle piazze italiane, rimbomba­no le più brutte immagini e i più stupidi slogan che propagandano detergenti per il gabinetto, automobili, carta igienica, telefonini, lotterie, biscotti per cani, biscotti per bambini. Sì, proprio per quei bambini, che passano più tem­po davanti alla televisione che non a scuola. Crescendo ora nella piazza te­le­visiva, invece che in quella del paese, impareranno forse tanto sulla ar­chitettura dei mulini bianchi. Ma forse niente su quella delle più belle piazze italiane.

    Nella lezione di commiato Magnago Lampugnani ci ha aveva mostrato decine di magnifiche piazze, cominciando dalla Agorà ateniese. Il messaggio della lezione – e forse di buona parte della sua opera: proprio le piazze sono uno dei migliori specchi di una civiltà.

Vai al servizio su Lampugnani nel sito del Politecnico di Zurigo

martedì 30 maggio 2017

Emilio Speciale (1954-2017)

Lutto  

«Se volete leggere i miei versi, fatelo lentamente!» - Dopo lunga ma­­­­­­lat­tia, il 23 maggio si è serenamente spento Emilio Speciale, fi­lo­logo e letterato italiano, allievo di Umberto Eco, autore d'impor­tan­ti saggi e studi, fon­da­tore e di­rettore della Rivista interna­zio­nale di stu­di leopar­dia­ni. Per le edizioni ADL aveva curato il vo­lu­me de­gli atti del convegno Zurigo per Silone. Lascia la moglie, Ta­tia­na Cri­velli, ordi­na­ria di italia­ni­sti­ca, e una folta cerchia di parenti, con­giunti e amici. Le esequie avranno luogo venerdì 26 maggio, al­le ore 11, presso la cappella del cre­ma­torio Nord­heim di Zurigo (Halle II).

Si era specializzato presso la Yale University e aveva fondato la prima collana di Libri Elettronici Italiani (LEI). Era un convinto sostenitore delle grandi possibilità che i nuovi supporti offrivano al libro, vero centro di gravità permanente di ogni sua borgesiana ossessione.

A Emilio Speciale piaceva fare non solo i libri elettronici, ma anche quelli di carta. Il mese scorso aveva mandato in tipografia l'ultimo vo­lume della RISL, la “Rivista internazionale di studi leopardiani”, da lui fondata e diretta. Allo stremo delle forze, era riuscito a concludere quel prezioso lavoro editoriale e parlava con sincero entusiasmo degli au­tori, della bellezza dei loro saggi, ma anche della qualità della carta, della copertina e delle rifiniture.

A Bologna, negli anni Settanta, Speciale era stato tra gli allievi prediletti di Umberto Eco e va da sé che amasse quindi i geniali fumettisti che in quell'epoca bazzicavano intorno al Dams e all'Alma Mater: Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari e tutti gli altri.

Amava innovare, conservare, scardinare.

Adorava una certa commedia all'italiana, quella abitata dal conte Raffaello Mascetti, nobile decaduto costretto a risiedere dapprima presso amici, poi in uno scantinato. In trepida attesa del redattore Perozzi, che all'alba, dopo il lavoro, già sente una specie di nostalgia per la giornata di normale irripetibilità, tutta zeppa di “supercazzole” e “zingarate” a venire… Amici miei, grande cinema, grande lascito poe­tico di Pietro Germi e Mario Monicelli.

All'inizio del gennaio scorso, dopo un anno di durissima malattia, Emilio ci aveva scritto: «Questo “andare avanti” comporta un peso psicologico struggente… Anche questa è vita, seppure al dieci per cento, e si va avanti passettino dopo passettino senza farsi illusioni.

Ma se fosse questa la vera essenza della nostra esistenza? Un continuo inganno, una serie di illusioni senza speranza, una fregatura insomma? Ma che fregatura… se penso ad una nuotatina nelle limpide acque di San Vito, una passeggiata nella Michigan Avenue di Chicago o nel Malecon dell'Avana, una chiacchierata con gli amici, un rac­conto del nostro Gianni Celati, una cena come si deve all'agritu­ri­smo Canalotto o da Ciccio Sultano a Ragusa, un disco di Tom Waits, ecc. ecc. ecc. piccole cose che hanno rallegrato i miei giorni; allora dico… andiamo avanti!»

È una delle pagine che Emilio ci inviava periodicamente in posta elettronica per tenerci al corrente della situazione durante "il cam­mino", come lo chiamava lui.

Pochi giorni fa ci ha mandato un Commiato e un libro di poesie intitolato Versi 1975-2017, dedicato a Tatiana:

«In queste ultime settimane ho raccolto in un volumetto dei tentativi di poesia, scritti nel corso di tutta la mia vita, senza alcuna pretesa. Ne ho fatto un libro elettronico pubblicato nell'iBooks Store della Apple. Ne ho preparato anche una versione pdf che vi allego, come ricordo. Se volete leggere i miei versi, fatelo lentamente!»

lunedì 22 maggio 2017

Dalla Fondazione Rosselli di Firenze

http://www.rosselli.org/

In Francia per i Rosselli

Quest'anno ricorre l'ottantesimo anniversario dell'assassinio di Carlo e Nello Rosselli, avvenuto a Bagnoles de l'Orne il 9 giugno 1937. Per onorare la memoria di Carlo e Nello saremo presenti in Francia con due iniziative.

 

di Valdo Spini

Martedì 6 giugno a Parigi, presso l'Istituto Italiano di Cultura, una giornata di studio promossa con la Fondazione Circolo Rosselli con relazioni di Valdo Spini, Presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, Alessandro Giacone Université Grenoble-Alpes, Michele Canonica, Presidente Asociazione Dante Alighieri di Parigi, Michele Mioni Université Paris 1, Simone Visciola Université de Toulon, Isabelle Richet et Thibault Guichard Université Paris 8, Éric Vial et Diego Dilettoso Université de Cergy-Pontoise, Patrizia Dogliani Université de Bologne, Marco Bresciani Université de Pise, Francesca Tortorella Université de Strasbourg, Olivier Dard Université Paris-Sorbonne, Éric Panthou Archivi di Clermont-Ferrand. Al termine dei lavori, alle ore 19, ci sarà una iniziativa pubblica, coordinata dal direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, dr. Fabio Gambaro, e sarà proiettato il documentario prodotto dalla RAI TV “Carlo e Nello Rosselli”. Contemporaneamente, sarà allestita la mostra sui fratelli Rosselli prodotta dalla Fondazione Circolo Rosselli

Mercoledì 7 giugno, a Bagnoles de l'Orne, presso il monumento che ricorda Carlo e Nello Rosselli, su invito delle autorità locali, si svolgerà una cerimonia di commemorazione.

Chi volesse prenotarsi per il pullman che il giorno 7 giugno trasporterà i partecipanti da Parigi a Bagnoles de l'Orne può rivolgersi all'indirizzo fondazione.circolorosselli@gmail.com. Il pullman è messo a disposizione dalla Fondazione. Posti liberi sino ad esaurimento. Preghiamo anche chi avesse già espresso il proprio interesse a partecipare di ufficializzare la propria presenza scrivendo al nostro indirizzo.