mercoledì 6 aprile 2011

CANZONI DI LAVORO E D'AUTORE - SORRISO AMARO

http://www.dodohug.ch/


I loro concerti al Coopi di Zurigo diventano un CD e conquistano il primo posto nella hit parade di qualità delle emittenti pubbliche di Belgio, Austria, Germania e Svizzera (http://www.liederbestenliste.de/).


Lei, Dodo Hug,  cantante raffinata, geniale, divinissima; lui, Efisio Contini, solido strumentista e cantautore di origini cagliaritane ci dicono all'unisono: "Volevamo dare una botta di vita a questa situazione, tentando un raccordo tra passato, presente e futuro".

    Sorriso amaro rivisita Woody Guthrie e i canti delle mondine; commenta la crisi finanziaria (Circolo vizioso) e ripesca Sante Caserio; purtroppo non include Gorizia che nei concerti invece c'è sempre ed è sempre struggente, ma riesce a restituirvi Sciur padrun e Bella ciao come non le avevate mai sentite. Insomma, merita.

    Sorriso amaro, il CD edito a Berna da Zytglogge, è in cima alle classifiche di qualità tedesche. Efisio Contini commenta a caldo la notizia del primo posto, rimbalzata dalla Germania: "Gestazione lunga, molto lunga, iniziata cinque anni fa con lo sfratto del Cooperativo: ne sono nati tre concerti di Capodanno, uno d'addio alla vecchia sede nel 2008, l'altro d'inaugurazione della nuova nel 2009, e poi ancora nel 2010".

    Concerti ormai leggendari, seguiti a un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione, condotto e sviluppato insieme a Dodo Hug, compagna di vita e di scoribande musicali. Poi l'uscita del disco. Pensavano di non raggiungere i soliti livelli di ascolto e invece... "Uno stupefacente impatto emotivo di straordinaria attualità".


http://www.news.ch/Dodo+Hug+Sorriso+Amaro/457234/detail.htm

mercoledì 30 marzo 2011

Crocifisso in aula - Il rammarico delle Chiese evangeliche

La sentenza della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo non realizza lo Stato laico

 

Roma (NEV), 23 marzo 2011 - A poche ore dalla pubblicazione della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) di Strasburgo nel caso Lautsi contro l'Italia sul crocifisso nelle aule scolastiche, lo scorso 18 marzo la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha diffuso il seguente comunicato stampa:

    "La FCEI si rammarica che il 'caso italiano' sia stato ancora una volta occasione di una normativa eccezionale, che non realizza pienamente uno Stato laico, in cui tutti possano riconoscersi, senza discriminazione di credo religioso o altro (art. 3 della Costituzione Italiana). I crocifissi continueranno a essere presenti nelle aule scolastiche e nei tribunali, ma per le minoranze che hanno ricevuto i diritti civili e di culto poco più di 150 anni fa, come le chiese evangeliche, questi crocifissi non rimanderanno a una comune appartenenza o cultura italiana.

    Essi appariranno invece, come sono, retaggio di una società dominata dalla cultura cattolica e dai suoi simboli. Pur conoscendo, a livello ecumenico, che le forze migliori della chiesa cattolica si propongono di costruire insieme una società di convivenza multireligiosa e interculturale, invitiamo ad approfondire il confronto sui temi della laicità e in particolare di una presenza plurale nella scuola pubblica".

    Nella sentenza della CEDU, che definisce il crocifisso quale "simbolo passivo", si legge tra l'altro: "se è vero che il crocifisso è prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l'eventuale influenza che l'esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni. Inoltre, pur essendo comprensibile che la ricorrente possa vedere nell'esposizione del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai suoi figli una mancanza di rispetto da parte dello Stato del suo diritto di garantire loro un'educazione e un insegnamento conformi alle sue convinzioni filosofiche, la sua percezione personale non è sufficiente a integrare una violazione dell'articolo 2 del Protocollo n° 1", quello cioè riferito al diritto fondamentale all'istruzione. Inoltre la CEDU considera che "non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne", dato che in Italia "il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno delle posizioni divergenti sul significato del crocifisso e che la Corte Costituzionale non si è pronunciata sulla questione". Con questa decisione la Grande Camera della CEDU a grande maggioranza (15 giudici contro 2) ha ribaltato quanto reso il 3 novembre 2009 in prima istanza all'unanimità dai 7 giudici della Camera (vedi NEV 44 e 45/09).

La politica del desiderio - Contente di essere donne

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Riceviamo e volentieri segnaliamo

 

Clara Jourdan presenta

 

Mercoledì 30 marzo 2011, ore 16,30

Centro Donna Liliana Paoletti Buti del Comune di Livorno

Largo Strozzi 3 - Livorno

 

"La politica del desiderio" è un racconto corale: … sono tante le protagoniste di questa storia fatta di storie personali che hanno il fascino e la magia di una parzialità vissuta, il cui ricordo emoziona, le cui parole sono pezzi di vita. Donne che si dedicano con passione a cercare strade di un differente stare al mondo e fare politica mettendo in gioco tutto: pensieri, corpi, emozioni.

    Passioni, desiderio, azzardo e scommessa sono alla base delle molte storie narrate … a tenerle insieme un filo di pensieri e di pratiche che sembrano dire a ogni donna: "Va' avanti!".

    La politica del desiderio (Italia, 76', 2010) è un film documentario scritto da Flaminia Cardini, Lia Cigarini, Luisa Muraro, Manuela Vigorita, per la regia di Manuela Vigorita e Flaminia Cardini. Prodotto da Libreria delle donne di Milano e L'altra vista, con il contributo di Programma MEDIA dell'Unione Europea, Trust Nel Nome Della Donna, Associazione per gli studi delle donne «Maria Grazia Zerman». Accompagna il film un breve volume, a cura di Clara Jourdan, sull'originalità del femminismo italiano.

    Ci è sembrata, questa, una buona maniera per continuare il nostro "ragionare" con Liliana Paoletti Buti, di cui possiamo sicuramente dire "..il suo ricordo emoziona…".

    L'anno scorso, il 13 marzo,  ci siamo date appuntamento e ci siamo promesse di avviare e conservare la tradizione di "una giornata per Liliana", che ci permettesse non solo di ricordarla insieme, ma di fare insieme ciò che ha insegnato a tante di noi: pensare, condividere un progetto, far agire la differenza, contente di essere donne.

mercoledì 23 marzo 2011

IPSE DIXIT

Chance - "L'Italia entrò allora a far parte dell'area dei paesi più industrializzati e progrediti, nella quale poté fare ingresso e oggi resta collocata grazie alla più grande invenzione storica di cui essa ha saputo farsi protagonista a partire dagli anni '50 dello scorso secolo: l'integrazione europea. Quella divenne ed è anche l'essenziale cerniera di una sempre più attiva proiezione dell'Italia nella più vasta comunità transatlantica e internazionale. La nostra collocazione convinta, senza riserve, assertiva e propulsiva nell'Europa unita, resta la chance più grande di cui disponiamo per portarci all'altezza delle sfide, delle opportunità e delle problematicità della globalizzazione." – Giorgio Napolitano


La Guardia - "Nell'epoca in cui gli Stati Uniti combattevano a salvaguardia della loro Unione, la campagna di Giuseppe Garibaldi per unificare l'Italia fu di ispirazione per tante lotte in tutto il mondo, come fu d'ispirazione per il 39° reggimento di fanteria di New York, noto anche come la Guardia garibaldina." – Barack Obama      

martedì 15 marzo 2011

"Non diffidate dell'intelligenza"

CULTURA - A COLLOQUIO CON EMILIO SPECIALE


Se l'evoluzione della scrittura e dei suoi supporti ha sempre scandito le diverse epoche storiche, il passaggio dal libro di carta a quello elettronico, che è ormai in corso, promette d'inaugurare scenari del tutto inediti. Ne abbiamo parlato con il professor Emilio Speciale, iniziatore del progetto  LEI (Libri Elettronici Italiani) nonché editore "su carta" di preziose pubblicazioni d'italianistica, (Rivista Internazionale di Studi Leopardiani, Novilunio – Rivista della poesia italiana, Prove d'autore).

ADL –  Professor Speciale, è vero che stiamo entrando in una nuova era tragata "tablet"?

Emilio Speciale -  Ogni cambiamento di supporto ha comportato un cambiamento socio-antropologico di enorme portata. Se consideriamo il fatto che non esiste cultura senza scrittura, o meglio che la scrittura è (per sua natura di rappresentante veicolare) fondamentale per la cultura, allora possiamo ben capire che ogni cambiamento delle forme mediate ha comportato aggiustamenti e novità anche dei contenuti. Si pensi ad un semplice fattore: il passaggio dalla pergamena alla carta e poi il passaggio dal manoscritto al libro stampato ha avvicinato alla scrittura un numero sempre maggiore di persone alla scrittura. Vale a dire che se i manoscritti erano appannaggio di una classe di élite per lo più ecclesiastica, già i primi libri, prodotti serialmente grazie alla tecnologia tipografica, hanno creato la possibilità di un allargamento impressionante del numero di lettori. Poi in epoca più vicina a noi, altri avanzamenti tecnologici hanno portato all'industria del libro e al mercato di massa e in massa, e all'accessibilità alla cultura di altri soggetti, come ad esempio le donne. Il mezzo elettronico apre una nuova epoca: la scrittura e la lettura diventano immediati, meno mediati, ancora più accessibili a livello planetario.

ADL -  L'odore, il fruscio e la consistenza della carta stampata non usciranno dalla nostra vita? Non si tratterà di un'enorme perdita affettiva?

Emilio Speciale -  E anche di peso! È un'esperienza che abbiamo fatto tutti: l'incubo del trasloco di masserizie che comprendono un alto numero di libri. Entra in gioco anche il fattore ecologico: la deforestazione e tutto ciò che ne consegue. Ma la nostra è una società che tende al virtuale, cioè alla sparizione degli oggetti. Questo processo non è di per sé negativo, come si può pensare. Anzi al contrario: noi siamo troppo legati agli oggetti perché ci pensiamo (e chi vuole dominare ci pensa) primariamente come corpi materiali. Ma nel nostro mondo stiamo assistendo a processi di de-oggettivazione profondi e non del tutto a nostro detrimento. Ad esempio la smaterializzazione del denaro. La positività può consistere in questo: meno attaccamento agli oggetti e maggior valorizzazione degli affetti e dei sentimenti, appunto. Per tornare ai libri: un verso di Montale è più vero o importante perché risiede nelle pagine di un libro o perché ce lo ripetiamo nella memoria in quanto legato ad un nostro moto affettivo? Il discorso diventa una vertigine se rimettiamo in discussione il concetto di scrittura. E poi si possono trovare sempre dei sostituti: una ditta americana ha messo in commercio degli spray che spruzzano odori di libri con varie scelte: libri antichi, libri usati, intonsi, ecc.

ADL -  Salviamo dunque le foreste. Ma ci saranno ancora librerie, e come sarà il mondo dei libri tra vent'anni?

Emilio Speciale -  La nascita del copyright si colloca nel passaggio epocale dalle società di antico regime (caratterizzate dalla verticalità del potere assoluto e dalle aristocrazie, anche intellettuali) all'epoca moderna (orizzontalità e democrazie della società borghese in cui diventa mestiere anche fare cultura). I diritti d'autore hanno sicuramente servito al mantenimento economico dei produttori di cultura: ma nel mondo della carta stampata il prodotto culturale è diventato merce di grandi profitti per case editrici e catene librarie. A partire da queste ultime si avvertiranno (grazie alla nuova forma elettronica della produzione culturale, l'e-book e la rete) cambiamenti epocali (come definire l'epoca in cui siamo? post-moderna? per mancanza di altro…): è notizia recentissima che una delle più grandi catene librarie americane (Borders) ha dichiarato fallimento. Senza fare previsioni da maghi impolverati (i nostalgici) o scintillanti dalle mille lucine (i futurologi) la tendenza è verso il libro virtuale: quindi fioriranno librerie virtuali (e d'altro canto, il libro cartaceo essendo divenuto oggetto raro e prezioso, fioriranno anche le librerie antiquarie) e le case editrici si trasformeranno e si snelliranno. Ma questo è un processo lento e appunto epocale, ma avrà certamente un impatto di grande portata sulla cultura: come, in questi tempi di rivolte popolari, lo stanno avendo altri strumenti tecnologici sulla storia. Tra vent'anni… nipoti e pronipoti continueranno a leggere e a istruirsi, a fare scelte e ad andare avanti, con meno libri e giornali di carta, ma con altri strumenti ricchi, aperti, liberi, caotici, frammentari ai quali sono già abituati e preparati. Non bisogna diffidare dell'intelligenza umana.