martedì 29 novembre 2011

ABBATTERE LO SPREAD ENERGETICO IL NOSTRO SCIDA' ; La settimana a Fahrenheit ; Attenzione all'inattenzione ; Otto grandi laici nel '900 italiano ; Conferenza Onu sul clima,le proposte degli ecologisti

ECONOMIA E AMBIENTE

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ABBATTERE

LO SPREAD

ENERGETICO

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Le bollette energetiche italiane sono un peso per famiglie e imprese che in Italia subiscono uno "spread" energetico pesante rispetto al resto dell'Eurozona. E la colpa è delle fonti fossili.

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di Francesco Ferrante, senatore (PD)

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La strada obbligata per abbattere l'extra costo dovuto alla dipendenza del petrolio è il mix a base di energie rinnovabili, efficienza energetica e una nuova politica dei trasporti a fortissima vocazione ferroviaria.

Chi individua pretestuosamente negli incentivi alle rinnovabili in bolletta il fardello che cittadini e industria devono sostenere è clamorosamente smentito dai dati che individuano nel petrolio stabilmente sopra i 100 dollari al barile il vero detonatore dei costi energetici in Italia.

Per frenare la dipendenza cronica dal petrolio occorre spostare in maniera massiccia il trasporto, specie quello merci, dalla gomma al ferro, abbandonare ogni folle idea di ritorno al carbone e intervenire sul mercato del gas in modo che il suo prezzo si adegui a quello internazionale, in calo da mesi.

Infine è di fondamentale importanza che il Governo mantenga gli impegni che chiediamo da tempo e fatti propri dal ministro dell'Ambiente Clini, di emanare i decreti attuativi che il settore delle rinnovabili attende da mesi entro la fine dell'anno e di prolungare la misura del 55% ai fini dell'efficienza energetica nel primissimo provvedimento che emanerà il governo per rilanciare lo sviluppo economico del nostro Paese.

La Catena di San Libero

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IL NOSTRO SCIDA'

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Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme.

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di Riccardo Orioles

www.ucuntu.org<http://www.ucuntu.org/>

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Dorme, nel buio della notte, la sua città. Dorme lo scippatorello, sognando un'infanzia normale. E' in una delle statistiche più feroci d'Europa, quella della criminalità minorile catanese; ma i sogni sono liberi, ed egli sogna. Dorme il politico, sognando gli appalti dell'anno prossimo, Corso Martiri, miliardi. Dorme il padrone-editore, inquietamente. Dorme il suo giornalista, dorme (ma più innocente) la ragazza di vita. Dormono i magistrati collusi, digrignando i denti. Dorme il bottegaio minacciato, dormono i ragazzini di Addiopizzo che lo difendono da soli. Passa la rara guardia notturna, passano le ronde dei mafiosi. Questa è la sua città.

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"Venni a Catania, giudice del Tribunale, da Palazzolo...". La città di Catania, a quei tempi, aveva al suo centro una grande piazza. Su un lato il palazzo di giustizia, cieco, sull'altro i carabinieri muti. Su un altro il grand hotel dove, settimanalmente, s'incontravano i padroni della droga. Su un altro ancora le bische della Famiglia Santapaola-Ferrera. Al centro, un gran monumento ai cui piedi si prostituivano i ragazzi che non avevano il coraggio di fare, per la dose quotidiana, una rapina.

Nella città si parlava, prudentemente. Ma non si scriveva. Si amministrava giustizia severa, contro i piccoli scippatori e ladruncoli che la miseria generava. Ma si chiudevano entrambi gli occhi di fronte ai ricchi mafiosi e ai loro imprenditori.

"Rendo, Graci, Costanzo, Finocchiaro!". Furono gli studenti della città, in quegli anni, quelli che fecero i nomi. Non certo i magistrati. Con una sola eccezione.

"Mi concedano lor signori di esporre alcune considerazioni sullo stato della giustizia in questa città...". Questo era lui, Giambattista Scidà, quello che ora dorme nella stanza accanto.

Non gli potevano dire di no: non puoi levare la parola a un magistrato, all'inaugurazione giudiziaria, una volta all'anno. E lui era un magistrato. "In nome del Popolo Italiano" c'è scritto sulle carte dei giudici. Lui ci credeva.

Così, garbatamente, prendeva la parola e cominciava a elencare cifre e dati. Le cifre dei ragazzini ammazzati, divorati vivi dalla "città matrigna". I dati degli intrallazzi dei benestanti, magistrati compresi, comprese le mura e i tetti delle preture. Le cifre della città indifesa, abbandonata alla mafia e ai Cavalieri.

E passavano gli anni. Io lo conobbi per caso, da povero cronista, facendo il mio mestiere come lui faceva il suo. Presiedeva il tribunale dei minori, cioè il posto dove andava a finire la produzione del sistema. Ti distruggo il quartiere, ti nego la scuola, ti butto sulla strada, non ti do' lavoro, ti lascio la delinquenza come unica prospettiva. E poi ti ammazzo, o ti faccio ammazzare dei mafiosi, o nel migliore dei casi ti trascino qui, nel tribunale e in galera.

Giustizia e carceri minorili, prima di lui, erano gironi danteschi. Lì si veniva "giudicati" in serie come numeri; qui messi coi delinquenti grandi e spesso seviziati.

Con lui, tutto cambiò. Il tribunale diventò luogo di giustizia, dove ogni singolo caso veniva studiato e trattato con estrema attenzione. Nessun ragazzo fu mai abbandonato dopo. Famiglie, case-famiglia, comunità, assistenza individuale: spessissimo a spese del giudice, sempre per sua cura.

Il giudice dei minori a Catania – l'uomo che borghesemente avrebbe dovuto essere il principale nemico dei ragazzi di strada – veniva accolto come un padre nelle periferie e nei mercati. La giurisprudenza minorile di Catania divenne, e come tale fu vista, un modello per l'intera nazione.

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Ma questa era solo una parte. Poi c'era quella "politica"; cioè di servizio alla polis, della Città. Per vent'anni Scidà fu fra i pochissimi che combatterono, non una volta ogni tanto ma ogni giorno, e non con mezze parole ma a pertamente, il sistema di potere catanese. Dai Cavalieri a Ciancio, dall'impresa e politica collusa alle infiltrazioni d'affari in tutti i palazzi: compreso quello di Giustizia.

Lui, Fava e D'Urso furono gli eroi incorruttibili di questa guerra. Giuseppe Fava lo ammazzarono nell'84. Scidà e D'Urso ne ripresero, coi suoi ragazzi, la lotta. Giuseppe D'Urso morì, di malattia misteriosa, nel '96. Scidà - dispersi i ragazzi di Fava, chiusi per la seconda volta i Siciliani - rimase solo. Dunque, dovette fare per tre.

"Bisogna difendere le leggi come le mura della città", scrive Eraclito.

Egli si piantò dinanzi a quelle mura con lancia e scudo come un guerriero antico. Nessuno gli fece paura, non pensò mai di arretrare. Facessero carriera gli altri, lo minacciassero pure. Non tradì la città nè i suoi ragazzi. Dall'una lo richiamava il dovere, dagli altri una sconfinata pietà.

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Il giornale, una volta, era sul percorso del tribunale minorile, fra gli alberi del viale. Io uscivo prestissimo dalla stanza dove dormivo, per andare a prendere il primo caffè; e lui, alla stessa ora, andava da casa, a piedi, al tribunale.

Mi si affiancava in silenzio, o io a lui, a mezza strada. Camminavamo muti, ognuno nei suoi pensieri, fino al piccolo chiosco del caffè. Da poco aveva perso una figlia, gli parevano futili le parole. Il barista, che ci conosceva, scaldava la macchinettà del caffè. Poi: "Buona giornata!". "Buona giornata a lei!". E ognuno al suo lavoro.

A volte andavo a trovarlo, nella casa ormai vuota, fra pile disordinate di carte e di libri antichi. Era un cultore di storia; il grande Le Goff, quando veniva in Italia, spesso passava da lui. Così, la conversazione spesso inavvertitamente si spostava da Catania al Siglo de oro, a Cervantes, al lugar de la Mancha.

A volte, ma più di rado, capitava che pranzassimo assieme; di solito era quando andavo a trovarlo al tribunale. "Pranza con me?". "Andiamo". E qui c'era un intoppo.

La macchina di servizio che lo attendeva fuori (col fedelissimo autista di cui non ricordo il nome) era un bene dello Stato; poteva imbarcare il suo servitore Scidà dal tribunale a casa, visto che a ciò era destinata, ma tale privilegio non poteva assolutamente estendersi agli amici personali e privati. Non potendo far salire me (che sarebbe stato abusare), né lasciarmi a piedi (che sarebbe stato scortese), finivamo per andarcene a piedi tutt'e due, con l'autista che, solo in auto, ci veniva dietro. Per fortuna il clima catanese è mite e quelle mattinate erano – almeno nel ricordo – luminose e ridenti.

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Cos'altro? So che dovrei parlare del caso Catania – l'ultimo – della Procura, delle cose importanti insomma. Va bene.

Catania non ha mai avuto un Palazzo di giustizia lontanamente paragonabile a quello palermitano. Giudici antimafia ce ne sono stati pochi, tre dei quali (Lima, Marino e Ardita) costretti, in un modo o l'altro, a farsi da parte. Liti fra diverse cordate, ultimamente Gennaro vs Tinebra, a parole opposte ma di fatto equivalenti. Polveroni ogni tanto. Impunità.

E dunque proposta di Scidà: prendiamo un giudice terzo, uno di fuori. Campagna contro Scidà dei poteri forti, cui una Procura funzionante non fa affatto piacere. Spreco di polemiche (Ziniti, Rizzo, Condorelli, Sicilia, Sudpress, Repubblica) contro Scidà e in sostegno di uno dei due contendenti indigeni, per lo più Gennaro, a volte in buona fede a volte meno. Sullo sfondo, grandi attese nel settore appalti: avremo una Procura che li controlli oppure no?

Scidà (e con lui Giustolisi, Finocchiaro, Travaglio e Orioles) spera di sì. Altri parlano d'altro, o alzano polverone. Alla fine, ovviamente, vince il buon senso: il Csm nomina un procuratore esterno, che s'insedia e comincia a esaminare le carte. Tutti applaudono, compresi coloro che l'avevano osteggiato fino all'ultimo, o per interessi politici (vedi sopra) o per semplice stupidità, e che a tal nobile scopo avevano fatto il possibile per linciare Scidà. Ma invece la giustizia ha trionfato e Scidà, oplita dei poveri, ha vinto.

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E adesso è disteso qui, nella stanza vicina a quella in cui scrivo ed è piena notte. Nella sua casa, come sempre, non ci sono che persone buone: il fedelissimo Ferrera, la brava Abeba, Titta, Giuseppe, Luca... Una donna ha portato dei fiori gialli, un'altra delle spighe di grano.

Ci sono due computer e una stampante, ma centinaia e centinaia di libri. Braudel, Lefebvre, Verga, Guicciardini, i Canti, Mallarmé, Cervantes... vecchi amici. C'è il suo giornale di otto anni fa, Controvento, quello che il distributore non volle mettere in edicola perché "sennò Ciancio ci leva il pane". Ci sono carte e fascicoli dappertutto. Ci sono, chi addormentato in poltrona chi su un divano, amici che gli vogliono bene. Lui, nella stanza accanto, dorme sorridendo.

Avremmo dovuto parlare dei Siciliani, fra pochi giorni. Era fra i promotori, proprio in questa casa ci siamo riuniti un mese fa.

"Mannaggia – penso – dovremo fare i Siciliani senza di lui"-

Fra poco è l'alba. Lontano, la notte s'è fatto impercettibilmente meno scura. "Senza di lui? - pensiamo - Chissà se davvero siamo senza".

Riceviamo e volentieri segnaliamo

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La settimana a Fahrenheit

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Mercoledì Polichetti racconta il traffico di rifiuti tossici, l'omologazione del ceto imprenditoriale campano alle organizzazioni criminali, la borghesia mafiosa e la nuova classe economica dei gestori dei rifiuti.

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- Lunedì è con noi Alessandro Lanni, autore dell'eloquente Avanti popoli! Piazze, tv, web: dove va l'Italia senza partiti.

Per il Libro del Giorno, José Ovejero presenta Un anno nero per Miki.

Nello spazio "Classico", Piero Dorfles offre in lettura Il maestro e margherita, di Bulgakov.

- Martedì incontriamo Alfredo Stussi, che ha scritto Maestri e amici, un racconto tessuto su 15 incontri, in cui l'esperienza diretta di persone, luoghi e ambienti diventa giudizio critico sulla vicenda culturale italiana, passata e presente.

La nostra "Filosofia del quotidiano" è realizzata da Simone Regazzoni.

- Mercoledì è nostro ospite Antonio Polichetti, col suo Quo vadis, Italia?, che racconta il disastro ambientale e sanitario della Campania e del Mezzogiorno, il traffico di rifiuti tossici, l'omologazione del ceto imprenditoriale alle organizzazioni criminali, la borghesia mafiosa e la nuova classe economica dei gestori dei rifiuti.

Per il Libro del Giorno, è con noi Elisabetta Liguori con La felicità del testimone.

Lo spazio "Immagine" è animato da Stefano Chiodi.

- Giovedì è la volta di Ugo Riccarelli, che ha scritto Ricucire la vita, un'intensa testimonianza, narrata in prima persona, sull'universo dei trapianti d'organo.

Gianrico Carofiglio è protagonista del Libro del Giorno, con Il silenzio dell'onda.

La nostra "Scuola di lettura" è tenuta da Antonio Prete.

- Venerdì, alle 16,00, l'intervista con Eugenio Occorsio, figlio del giudice Vittorio Occorsio (ucciso nel 1976 dal terrorismo di estrema destra) e autore di Non dimenticare, non odiare.

Per il Libro del Giorno, Daniele Broni presenta Asterios polyp di David Mazzucchelli.

La "Parola della settimana" è realizzata da Edoardo Lombardi Vallauri.


Riceviamo da vivalascuola

e volentieri pubblichiamo

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Attenzione

all'inattenzione

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Le condizioni di vita dei bambini in Italia sono in peggioramento

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di Giorgio Morale

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I bambini italiani sembrano pagare il prezzo più alto della crisi: le condizioni di vita dei minori sono in peggioramento, sia per le privazioni materiali sia per i disturbi di comportamento.

Fra i disturbi in crescita ci sono quelli legati alla inattenzione, all'iperattività e all'impulsività, tali da compromettere la vita relazionale o scolastica.

Vivalascuola questa settimana è dedicata a questi disturbi e all'uso di psicofarmaci per bambini, con un articolo di Francesco Pucci che fa un quadro dettagliato della situazione ed indica possibili soluzioni alternative:

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/11/21/vivalascuola-95/

Completano la puntata le notizie della settimana scolastica: il nuovo ministro dell'Istruzione, l'accoglienza a lui riservata da parte di sindacati e mondo della scuola, gli ultimi lasciti del ministero Gelmini.

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PS: La puntata del 19 dicembre, in preparazione, sarà dedicata a segnalazioni di libri (di saggistica o narrativa) che riguardino la scuola e l'istruzione. Chi vuole, può inviare brevi recensioni di testi giudicati particolarmente interessanti, come è stato fatto gli anni precedenti (v. http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/12/20/vivalascuola-64/).


Riceviamo e volentieri segnaliamo

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Otto grandi laici

nel '900 italiano

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Bobbio, Calamandrei, Calogero, Capitini, Colajanni, Gobetti,

Rosselli e Salvemini ritratti dallo storico torinese Nunzio Dell'Erba.

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È uscito Intellettuali laici nel '900 italiano di Nunzio Dell'Erba, docente di storia a Torino, presso la Facoltà di Scienze politiche.

Il volume (Vincenzo Grasso editore, Padova 2011, pp. 270), presenta otto ritratti di intellettuali italiani, Gaetano Salvemini, Piero Calamandrei, Carlo Rosselli, Piero Gobetti, Guido Calogero, Aldo Capitini, Norberto Bobbio e Napoleone Colajanni, che hanno svolto un ruolo importante nel mondo laico del nostro Paese.

I ritratti di Dell'Erba ricostruiscono la vicenda personale di otto protagonisti della cultura politica novecentesca in stretto collegamento con l'evoluzione del loro pensiero, che si colloca in un'area ben definita di democrazia laica tra liberalismo e socialismo.

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Conferenza Onu sul clima,

le proposte degli ecologisti

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Il 28/11 a Roma conferenza stampa della onlus A Sud. Verso il vertice di Durban, l'allarme degli attivisti: "Dopo Copenaghen e Cancun si rischia un altro fallimento: Stati concentrati sulla crisi, media in silenzio e nessuna volontà politica"

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Si tiene lunedì 28 novembre a Roma l'incontro "Verso la Conferenza Onu sul clima di Durban / Sud Africa", organizzato dall'associazione A Sud, onlus per l'ecologia e la cooperazione, e Rigas (Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale). E' quanto si apprende da una nota. Si terrà una conferenza stampa alle 10.45 presso la Fnsi, via Vittorio Emanuele II n. 349. Saranno presentate le proposte dei movimenti sociali e delle associazioni sul clima, proprio in vista di Durban.
Dal 28 novembre al 10 dicembre si terrà a Durban, Sud Africa, la 17° Conferenza Mondiale Onu sul clima. Lo ricorda A Sud in una nota. "È ormai innegabile - scrivono - che gli stravolgimenti climatici sono la più grande minaccia che pende sul futuro dell'umanità. A dirlo sono i climatologi, la comunità di ricercatori, gli accademici. La responsabilità di questa profonda crisi che coinvolge aspetti ambientali, sociali ed economici è dell'uomo. Sono gli attuali modelli di consumo, produzione e consumo ad aver causato la distruzione ambientale che il pianeta sta vivendo negli ultimi decenni e che è alla base dell'impazzimento del clima".
"Dopo gli ultimi due vertici Onu sul clima, tenutisi nel 2009 a Copenaghen e nel 2010 a Cancun e finiti con un colossale quanto annunciato fallimento, l'appuntamento sudafricano è destinato purtroppo ad avere le stesse sorti. Complici - a giudizio dell'organizzazione -, l'attenzione internazionale rivolta sulla crisi economica, il silenzio dei media e la palese mancanza di volontà politica dei governi emersa già durante gli scorsi summit".

Di fronte alla gravità della minaccia rappresentata dagli stravolgimenti climatici, prosegue A Sud, "divengono fondamentali tanto il ruolo della società civile nell'elaborare proposte alternative, quanto quello dei media, nell'alzare il livello di attenzione attorno alla problematica garantendo alla società civile il diritto ad una corretta e adeguata informazione su temi di tale rilevanza".

mercoledì 16 novembre 2011

- Lingue e culture in Europa -

Riceviamo e volentieri segnaliamo

 

Gianni Copetti, segretario generale dell'Associazione per la diffusione della lingua e cultura italiana in Europa (AssoDILIT) pubblica «Dibattiti sulle lingue e culture in Europa», con articoli e documenti nelle varie lingue europee.

    Questa pubblicazione in 26 capitoli presenta, tra l'altro, un saggio sulla lingua e la cultura italiana nella Trieste sotto l'Austria e nell'Europa di oggi, una presa di posizione di Giorgio Pagano affinché il governo non abbandoni l'italiano a favore dell'inglese, uno scritto di Giorgio Ruffolo su una politica culturale europea, due articoli di Andrea Chiti Battelli sull'illusione del plurilinguismo per tutti nonché un documento di Lucio Levi sulla lingua quale veicolo di comunicazione tra gli uomini.

    L'editore di questo volume riprende la Dichiarazione di Laeken dei Capi di Stato e di Governo UE sull'apprendimento delle lingue.

    La carta europea del plurilinguismo figura in italiano, francese, spagnolo, inglese e tedesco. Sono ripresi inoltre, gli atti del seminario  «Multiplicità linguistiche e culturali in Europa» del novembre 2008, tenutosi a Bruxelles e organizzato dalla CIM e dalla AssoDILIT.

    Questa pubblicazione si rivolge in particolare ai giovani, alle scuole, alle amministrazioni locali, alle istanze politiche e naturalmente ai genitori degli allievi, affinché incoraggino i ragazzi a imparare le lingue lungo tutta la loro vita. La conoscenza di più lingue e culture costituisce uno strumento chiave per la riuscita nella vita professionale.

    All'inizio del 2012 il volume  (di ca 330 pagine) verrà presentato a Bruxelles, Parigi e Roma (alla Sapienza), in occasione delle Assise europee del l'Osservatorio Europeo del Plurilinguismo (OEP).

«Dibattiti sulle lingue e culture in Europa» sarà prossimamente presentato e disponibile presso la libreria italiana PIOLA LIBRI 
www.piolalibri.be , 66-58, rue Franklin -1000 Bruxelles.

lunedì 4 luglio 2011

L'Europa è ancora un'opportunità?

Da Libertà Eguale riceviamo e volentieri segnaliamo

Debito, fisco, sviluppo: le scelte possibili

 

Ne discutono:

Sen. Magda Negri

On. Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni UE

Prof. Mario Deaglio, Doc. di Economia Internazionale Univ. di Torino

Sen. Enrico Morando, Presidente Forum Finanza Pubblica Pd

Sen. Nicola Rossi, Doc. di Economia Politica Univ. Roma II.

 

Presiede

Prof. Luciano Bonet

 

Torino - Lunedì 4 luglio 2011, ore 17.30

Hotel Golden Palace

via dell'Arcivescovado 18
 
 
 

Riceviamo e volentieri segnaliamo

Milano: PD di belle speranze

Abbiamo vinto. A Milano. E il Pd l'hanno scelto in tanti. Bene. E adesso? Forse in questo nuovo scenario il Pd che abbiamo conosciuto non basta più. Ci vuole un Pd come non l'abbiamo mai conosciuto. Radicale nelle scelte. Aperto quando decide. Con i piedi nell'oggi e la testa al futuro. Centosettantamila elettori che hanno dato fiducia al Pd si aspettano questo. Si aspettano molto. Martedì 5 luglio, alle 19, inizieremo un viaggio. Tra le tante facce di questa citta'. Sara' una chiacchierata informale, davanti a una birra, nella quale parleremo di circoli e partecipazione, di governo della città e del paese, di cambiamento. Racconteremo di una città che cambia.
E in questa citta' che cambia racconteremo anche di quante facce nuove si sono affacciate alla politica in questa campagna elettorale. Come i tanti consiglieri di zona del pd, 140 per l'esattezza, molti dei quali giovani alla prima esperienza. Con loro, anche con loro, Inizieremo il racconto di un Pd di belle speranze.

Milano - Martedì 5 Luglio, alle 19, in via Ronzoni, 2, al Blam.

L'aperitivo avrà un costo di 4 euro.

Francesco Laforgia, Coordinamento PD Milano
 
 

Riceviamo e volentieri segnaliamo

La settimana a Fahrenheit

http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/

Lunedì 4: Con Andrea Mecacci, docente di Estetica presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze, rifletteremo intorno al pop e alla sua estetica, che ha elaborato una vera e propria mitologia capace di penetrare la vita di ognuno di noi. Da Warhol che nel '63 scriveva che «il pop è amare le cose», a Madonna che sosteneva che «il pop è il riflesso assoluto della società in cui viviamo». Nello spazio del libro del giorno: Ivan Polidoro, Le coincidenze, 66thand2nd.

 

Martedì 5:Apriremo il pomeriggio chiedendo a Azrha Nuhefendicscrittrice, giornalista e corrispondente di Osservatorio
Balcani e Caucaso, e autrice di Le stelle che stanno giù, Spartaco Edizioni di aiutarci a seguire il processo a Ratko Mladic, l'ex comandante militare dei serbi di Bosnia Erzegovina presso il Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia. 

 

Mercoledì 6: Un classico del teatro e una rivoluzione per la psichiatria, Peppe Dell'Acqua ci presenta Marco Cavallo, la vera storia che ha cambiato il modo di essere del teatro e della cura. Per il Libro del giorno, Francesco Carofiglio, Radiopirata,  Marsilio

 

Giovedì 7: Sarà un'intervista a Luigino Bruni, docente di Economia politica all'università di Milano Bicocca,  ad introdurci alla teoria economica delle Organizzazione a Movente Ideale, parlandoci de La leggerezza del ferro, (Vita e pensiero). Il libro del giorno sarà: Piazza dell'Unità , di Maurizio Matrone,  (Marcos y Marcos).

 

Venerdì 8, Ugo Morelli, ci presenterà una teoria della vivibilità che considera il paesaggio come qualcosa che è per i luoghi ciò che la parola diventa quando entra in una storia. Mente e paesaggio, (Bollati Boringhieri) è il suo ultimo saggio.

 
Da lunedì, il filosofo Franco Rella, per una settimana sarà il nostro Gran Lettore,   ogni giorno ci descriverà il suo rapporto con la lettura e con i libri, quali sono i primi libri che ha letto, chi lo ha introdotto alla lettura, quando legge, come legge, quanti libri ha, come li cataloga...

lunedì 27 giugno 2011

Coppie gay: benedizione dei valdesi

Nachricht

A colloquio con Giuseppe Platone

da Notizie Eavangeliche


Roma (NEV) - Domenica 26 giugno, nel corso del culto che si svolgerà nella chiesa valdese di Milano, Ciro e Guido riceveranno la benedizione della loro unione di vita. Sarà la prima invocata su una coppia omosessuale nell'ambito delle chiese valdesi e metodiste da quando l'anno scorso il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste approvò con un ordine del giorno la benedizione di coppie dello stesso sesso, "laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni". Si tratta di una coppia di credenti, entrambi evangelici, che da anni frequenta la chiesa: Guido è valdese e Ciro è di famiglia battista. Abbiamo intervistato Giuseppe Platone, pastore titolare della chiesa valdese di Milano, che celebrerà il culto insieme alle pastore Dorothee Mack e Anne Zell.

 

a cura di Gaëlle Courtens

 

Courtens: Ha letto l'articolo di Natalia Aspesi su "La Repubblica" di oggi (22.6.2011, ndr) dove si parla di matrimonio di omosessuali?

 

Platone: Mi pare che l'articolo sia onesto e chiaro, a parte il termine matrimonio che dall'articolo rimbalza anche nel titolo. Termine fuorviante. Noi infatti non celebreremo un matrimonio ma invocheremo una benedizione da parte di Dio su una coppia di credenti dello stesso sesso, che da anni sono partecipi della nostra comunità di fede. E' comunque un errore comprensibile poiché in Italia, a livello di riconoscimento giuridico di un patto d'amore tra due persone, esiste solo il matrimonio come fatto regolamentato. Siamo di fronte ad un vuoto giuridico in materia, a mio avviso scandaloso, che alimenta discriminazioni e ghettizzazioni.

 

Courtens: Come si è arrivati a questa vostra decisione?

 

Platone: Ciro e Guido, membri della nostra comunità, hanno scritto più di un anno fa al nostro consiglio di chiesa chiedendo che sul loro patto d'amore fosse invocata la benedizione del Signore durante un culto domenicale. Da lì è partita una discussione che ha attinto dalle tante riflessioni e documenti che, da tanti anni, si svolgono nell'ambito delle nostre chiese sui temi della fede e dell'omosessualità.

 

Courtens: Se n'è discusso l'anno scorso anche al Sinodo delle chiese valdesi e metodiste…

 

Platone: L'intenso dibattito si è concluso dando semaforo verde alle benedizioni di coppie gay, purché localmente si rifletta e si raggiunga un consenso rispettoso anche di chi non è d'accordo. Per essere precisi dico che ne abbiamo parlato in modo approfondito nei dieci gruppi di zona della nostra comunità, abbiamo stilato un questionario anonimo che sul tema ha registrato 91 pareri (su 116) favorevoli a questa benedizione ed infine un'assemblea di chiesa che, con due voti contrari e due astenuti, quindi a larghissima maggioranza, ha approvato la benedizione delle coppie di credenti evangelici dello stesso sesso che la richiedono. Insomma un cammino piuttosto complesso che apre oggi nuovi orizzonti.

 

Courtens: Quali in particolare?

 

Platone: Intanto rivalutiamo, proprio nella tradizione biblica, la benedizione come momento forte della vita. Invocare insomma l'aiuto e l'accompagnamento di Dio in occasioni importanti. Che non vuol dire sacralizzare le persone o i loro rapporti affettivi ma semplicemente ricordare che tutti coloro che cercano di vivere onestamente la loro esistenza secondo l'insegnamento dell'evangelo sono benedetti. Il che non è poco.

 

Courtens: Ci saranno reazioni anche a livello ecumenico?

 
Platone: Penso di sì. Ecumenismo significa che ogni chiesa è interessata a quello che fa l'altra. Ne discuteremo. La fede del resto deve fare i conti con la contemporaneità e magari uscirne anche con le ossa rotte. Proprio nella debolezza e nelle verità più scomode si rivela la potenza di Dio. Noi viviamo questo momento in comunione con tutti coloro che cercano onestamente di vivere la realtà di una Parola che unisce e non divide. In conclusione è una questione di fede. L'amore è un dono, Dio è amore, testimoniarlo nella comunità cristiana e nella società è d'incoraggiamento per tutti. Ed è anche un diritto e su questo piano siamo, come cittadini, impegnati e non da oggi per una legislazione adeguata che attualmente manca al nostro Paese. Siamo convinti che, anche attraverso il nostro impegno, possiamo approdare ad una società che sia in grado di rispettare i diritti e la dignità di ognuno. Questa benedizione può essere letta anche come un richiamo allo Stato a riconoscere sul piano giuridico una società che cambia e costruisce in modo nuovo i rapporti tra le persone.

domenica 12 giugno 2011

Tullio de Mauro a Fahrenheit

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Appuntamento giovedì 16 con Tullio de Mauro per parlare dei Giorni di scuola (Erickson) appena conclusi, dell'insegnamento nella crisi dell'istruzione, e dunque del futuro dell'Italia.

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La settimana di Fahrenheit, sempre ricca di libri e di idee si apre con:

Lunedì 13, il filosofo Franco Rella, che ci parlerà degli Interstizi (Garzanti), gli spazi che si aprono tra il pensiero concettuale e quello per figure. Nello spazio del Libro del giorno: Elena Loewenthal presenterà il suo: La vita è una prova d'orchestra, (Einaudi).

Martedì 14, il pomeriggio si aprirà con un'intervista a Xinran Eady, su Le figlie perdute della Cina, (Longanesi) reportage in cui Xinran Eady dà finalmente voce al silenzioso dolore delle donne cinesi che hanno abbandonato le proprie neonate sulla strada di una città, fuori da un ospedale o da un orfanotrofio o sulla banchina di una stazione, offrendoci uno spaccato della Cina odierna per molti aspetti inedito, e al tempo stesso narrandoci una storia fatta di drammi e di speranze ritrovate.

Mercoledì 15, Vittorio Emiliani, presenterà: Il fabbro di Predappio, (Il Mulino), dopo aver ha raccontato in precedenti volumi le vicende locali della famiglia del duce: dapprima nel «Paese dei Mussolini» (Einaudi, 1984), poi nei «Tre Mussolini» (Baldini e Castoldi, 1997). Questo nuovo volume è dedicato al padre di Benito, Alessandro. Primo dei Mussolini a lasciare il lavoro della terra per il mestiere di fabbro, fin da giovanissimo acceso militante dell'anarchismo rivoluzionario poi del socialismo.Il Libro del giornosarà quello di Francesco Botti, Di corsa, di nascosto, (Guanda).

Giovedì 16, Con Tullio de Mauro torneremo a parlare dei Giorni di scuola (Erickson) appena conclusi, dell'insegnamento nella crisi dell'istruzione, e dunque del futuro dell'Italia. Nello spazio del libro del giorno: Otello Marcacci, Gobbi come i Pirenei, (Neo).

Venerdì17, Francesco Stoppa, parlerà de La restituzione, (Feltrinelli), rifletteremo intorno al patto tra le generazioni, sui miotivi della sua attuale rottura e sul suo futuro. E, per il libro del giorno: Maurizio Cotrona Malafede, (Lantana).

Le cinque storie di Fahrenheit, saranno raccontate ogni giorno da Maria Nadotti e saranno tratte de: Dieci in paura, (epoché).