lunedì 14 giugno 2010

LA SCIENZA DELLA LOGICA E I SUOI CRITICI

FILOSOFIIA


Palazzo Serra di Cassano
Napoli - Via Monte di Dio, 14
http://www.iisf.it

Martedì 15 giugno 2010, ore 17.00

GIUSEPPE CANTILLO
STEFANIA ACHELLA
ANNA DONISE

presenteranno il libro di FABIO VANDER

La scienza della logica e i suoi critici (Mimesis)

Sarà presente l’autore         

martedì 8 giugno 2010

Il potere e la laicità, Le proteste degli italiani all'estero, ROMANZO GARIBALDI

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Le proteste degli
italiani all'estero

IL SEGRETARIO GENERALE DEL CGIE ELIO CAROZZA: "DA FRANCOFORTE LA RISPOSTA UNITARIA DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO: RIAPRIRE IL CANTIERE ITALIA".
"Erano numerosissimi sabato a Francoforte  gli italiani!  Giunti in treno, in macchina, in pullman, in aereo da molti Paesi d'Europa ed anche dall'Africa. Centinaia e centinaia e tutti fortemente motivati nel rivendicare la propria italianita' . Poco meno di un migliaio e fra questi tanti, tantissimi, giovani che si sono organizzati autonomamente per manifestare insieme ai rappresentanti del CGIE, di tutti i Comitati degli italiani all'estero in Germania e di molti altri Comites in Europa ed in Nord Africa, per dire basta alla politica di smantellamento dei loro diritti. Per dimostrare al Governo ed alle istituzioni italiane la ritrovata unità degli italiani all'estero, al di fuori ed al di là delle sigle e degli schieramenti politici. L'orgoglio di esserlo in questo difficile momento  e la ferma volontà di proseguire solidalmente uniti."  Una partecipazione dai grandi numeri, di cui anche i giornali tedeschi hanno a piu' riprese parlato" afferma il Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza, descrivendo i termini di quella che è stata la più importante manifestazione di piazza degli italiani nel mondo.
    Anticipando le ovvie, quanto facili critiche sulle richieste avanzate a Francoforte, Carozza sottolinea "Che l'Italia stia attraversando un periodo complesso e difficile non e' un dato di fatto di cui le comunita' italiane all'estero ignorino la portata.  Tutt'altro !  In Germania, come in Spagna, in Grecia come in Algeria, in Francia come in Argentina la preoccupazione e l'angustia per il Paese del quale sono, e si sentono  a pieno titolo, parte  integrante,  è forte, fortissima. Lo testimoniano i dibattiti e gli incontri di quella parte delle collettività italiane all'estero più informate, maggiormente attente sul piano politico e sociale, ma un'eco delle vicende di contenimento dei bilanci regionali, riverbero delle decisioni finanziarie nazionali, è presente anche nei discorsi dei circoli come nelle scuole, nei corridoi  delle università come  nelle fabbriche o negli uffici finanziari  dove sono presenti gli italiani."
    "La crisi, d'altra parte, ricorda Carozza, ha colpito le comunità italiane all'estero  in anticipo rispetto ai tagli che stanno  inesorabilmente frustrando buona parte del nostro Paese. Le ultime due finanziarie hanno ridotto all'osso i capitoli di spesa delle politiche di settore. Ed i sussulti riformatori, politici oltre che economici, potrebbero aggredire in modo dirompente quel "sistema" faticosamente costruito  negli anni da uomini politici di destra e di sinistra. "   
    "Vorrei essere chiaro" aggiunge il Segretario Generale del CGIE  "Gli italiani all'estero, a fronte delle affermazioni del premier circa il rinvio delle riforme a tempi migliori, si domandano quale sia il criterio che presiede a esse".
 
 
 
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
MILLE GARIBALDINI
E UN ROMANZO 

Sottotitolo

A.N.P.I.  e  F.I.A.P.
(Associazioni provinciali di Roma)
promuovono la presentazione del libro:

IL ROMANZO
DEI MILLE

di Claudio Fracassi
Mursia editore

Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5 – Roma
Venerdi 4 giugno 2010 – ore 18

Ne discutono con l'Autore:
Walter Veltroni e Lucio Villari


Porteranno il loro saluto

Annita Garibaldi



Vittorio Cimiotta, presidente FIAP (Fed. italiana Associazioni Partigiane) Roma 

Massimo Rendina, presidente ANPI  (Ass. Nazionale Partigiani d'Italia) Roma


Presiede e coordina Paolo Masini

 

RICEVIAMO E VOLENTIERI SEGNALIAMO
Il potere e la laicità

A Torino presentazione del libro di Gustavo Zagrebelsky "Scambiarsi la veste"

La Presentazione del libro "Scambiarsi la veste. Stato e Chiesa al governo dell'uomo" (Laterza) di Gustavo Zagrebelsky, che si terrà martedì 8 giugno 2010 alle ore 18, presso la Sala Grande del Circolo dei Lettori, via Bogino 9, Torino.

Organizzata dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni - sito:
www.torinolaica.it 

Presiede e introduce:
TULLIO MONTI - Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni


Partecipano:

GUSTAVO ZAGREBELSKY - giurista, autore del libro
LUCA SAVARINO - responsabile Commissione Bioetica della Tavola Valdese
VITO MANCUSO - teologo cattolico



La Chiesa tenta nuovamente
di farsi religione di Stato

All'apparenza, un'analisi, dotta e pacata, sui rapporti tra Stato e Chiesa, soprattutto negli ultimi due secoli. In realtà, un grido d'allarme, preoccupato e appassionato, sui rischi, per la civile convivenza tra laici e cattolici, del fondamentale spostamento operato da Benedetto XVI nel magistero ecclesiale: dal binomio «verità-fede» alla coincidenza «verità-ragione».
    Questo «travestimento» del più recente libro di Gustavo Zagrebelsky potrebbe freudianamente scoprire il motivo che ha spinto l'autore a intitolare il volume prendendo a prestito una immagine di Thomas Mann.
    Il grande romanziere tedesco scriveva che religione e politica si sono abituate, lungo i secoli, a «scambiarsi la veste», combattendosi o alleandosi, per indossare l'una i panni dell'altra.
    Il costituzionalista torinese mette subito in luce perché tra la Chiesa cattolica e lo Stato, almeno quello laico e democratico, il contrasto sia, in linea di principio, insuperabile. La pretesa universalistica di questa religione propone inevitabilmente la sua dottrina morale a tutti gli uomini, non solo ai fedeli. Ecco perché la Chiesa cattolica non si può rassegnare a vivere in uno Stato pluralista, garante della libera convivenza di tutte le fedi. Il contesto relativista, contrassegno identitario della democrazia liberale, dovrebbe implicare, infatti, la sua rinuncia alla predicazione di una verità assoluta.
    Di fronte a questa antinomia teorica, la Chiesa ha cercato, dalla metà dell'Ottocento, una strada che riconoscesse, nei fatti, il pluralismo, ma che non la costringesse a rinnegare quella pretesa di universalità del suo messaggio.
    Zagrebelsky individua tre tappe fondamentali di questo tentativo: la prima corrisponde all'offerta della religione cattolica nella veste di «dottrina sociale». La svolta compiuta da Leone XIII, nell'ultimo periodo del XIX secolo, soprattutto con l'enciclica Rerum novarum. La seconda, con il Concilio vaticano del 1962-1965, punta a una concezione religiosa fondata sulla difesa della dignità dell'esistenza umana. La terza, quella individuata dall'attuale pontefice, declina la predicazione cattolica come religione civile, àncora di salvezza delle democrazie in autodecomposizione.
    È proprio su quest'ultima «veste», per richiamare il titolo del libro, che si appuntano le preoccupazioni dell'autore. Se la verità proclamata dal messaggio cattolico non si fonda sulla fede, ma sulla ragione, patrimonio di tutti gli uomini, credenti e non credenti, non sono più ammessi limiti, contraddizioni, eccezioni all'adesione universale nei confronti di questa religione e dei suoi precetti. «Il rapporto col mondo di una simile autorappresentazione della Chiesa – scrive Zagrebelsky – difficilmente può concepirsi in termini amichevoli: si tratta di essere conquistati o di conquistare... è la riproposizione, in forma intellettualistica, del tradizionale principio: extra Ecclesiam nulla salus, con tutta la sua portata d'intolleranza e la naturale tendenza della religione a farsi religione di Stato».
    Possono sembrare timori eccessivi quelli di Zagrebelsky, in un clima di consolidata secolarizzazione. Ma l'ex presidente della Corte Costituzionale ravvisa proprio nell'indifferenza, impronta tipica delle nostre democrazie liberali, «la condizione in cui tutto può avvenire e anche i progetti più arrischiati possono avere chances di successo, se non perché suscitano adesione, almeno perché non suscitano reazioni».
    L'intenzione profonda del costituzionalista, con queste parole, è «svelata»: lanciare una scossa perché il mondo laico avverta il rischio di una rottura di quell'armistizio tra Chiesa e Stato indispensabile perché un conflitto, teoricamente ineliminabile, trovi la possibilità di una collaborazione, nel segno della saggezza intellettuale e della compassione umana. Si tratta di un appello alla «ragione pubblica», come la chiama Zagrebelsky, quello spazio democratico che non confini la religione nel campo delle convinzioni da esprimere solo in privato. Ma, pur ammettendola nella fondazione della società civile, neghi a qualsiasi concezione particolare la pretesa di possedere una verità assoluta, tale da imporla a tutti.
Recensione di Luigi La Spina apparsa su tuttoLibri del 15.5.2010


Gustavo Zagrebelsky ospite di Corrado Augias a Le Storie - Diario Italiano, guarda il video  
 
 
 
 
 

venerdì 4 giugno 2010

Donare ai poveri, IN BREVE

 
DA "ITALIALAICA" RICEVIAMO
E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

DONARE AI
POVERI . . .

Dalle canonizzazioni dei nuovi santi e beati alle elezioni del Pontefice, dalla festa per il centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino, all'incontro nazionale di azione cattolica...

     ALCUNE MANIFESTAZIONI
      PRETTAMENTE RELIGIOSE
      FINANZIATE COME GRANDI EVENTI
      CON I FONDI DELLA PROTEZIONE CIVILE

  • 3/05/2002 Canonizzazione di Padre Pio da Pietrelcina;
  • 30/08/2002 Palermo, incontro internazionale per la pace;
  • 12/08/2002 Canonizzazione beato Josemaria Escrivà;
  • 1/10/2003 Beatificazione Madre Teresa di Calcutta;
  • 7/05/2004 IV centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino;
  • 14/05/2004 Incontro nazionale azione cattolica;
  • 5/04/2005 Esequie di papa Giovanni Paolo II;
  • 5/04/2005 Elezioni del pontefice;
  • 24/03/2005 Bari, XXIV Congresso Eucaristico Nazionale;
  • 5/08/2005 Colonia, XX Giornata mondiale della gioventù;
  • 14/06/2007 Visita nel comune di Assisi di papa Benedetto XVI;
  • 23/10/2007 Napoli, incontro internazionale per la pace;
  • 1/02/2007 Loreto, Pellegrinaggio-incontro dei giovami italiani;
  • 1/04/2008 Visita di Benedetto XVI a Savona e Genova;
  • 27/03/2008 Visita di Benedetto XVI a Brindisi;
  • 5/09/2008 Visita di Benedetto XVI a Cagliari;
  • 24/04/2008 Esposizione spoglie mortali di San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo;
  • 16/07/2008 Anno giubilare paolino;
  • 2008 Congresso europeo delle famiglie numerose;
  • 4/04/2008 Congresso eucaristico nazionale, nella diocesi di Ancona-Osimo (Si svolgerà nel settembre 2011).
 
 
 
 
IN BREVE
a cura di rassegna.it 


Allarme Confindustria
"700 mila posti persi" 

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia lancia l'allarme. Il bilancio della crisi è "pesantissimo", rispetto ai picchi del primo trimestre 2008 "abbiamo perso quasi sette punti di Pil e oltre 700mila posti di lavoro. Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è aumentato di sei volte", ha detto dal palco dell'assemblea annuale degli industriali 2010. Ma c'è di più. Per quanto riguarda l'industria "sono stati bruciati 100 trimestri". "La produzione industriale è infatti crollata del 25%, tornando ai livelli di fine 1985". La presidente lo ha detto dal palco dell'assemblea 2010 della confederazione, che quest'anno compie cento anni. I tagli della manovra vanno bene, ma sono solo l'inizio. Ora urgono riforma fiscale e maggiore flessibilità. Ai sindacati: "Assise entro l'estate, lavoriamo insieme".


Retribuzioni
Istat; ad aprile +2,4% anno, +0,3% mese 

Le retribuzioni contrattuali orarie ad aprile sono aumentate del 2,4% rispetto ad aprile 2009 e dello 0,3% rispetto al mese di marzo. Lo comunica l'Istat. Nel periodo gennaio-aprile 2010, in confronto al corrispondente periodo dell'anno precedente, l'incremento è invece, del 2,3 per cento. 



Manovra
Giallo sulla soppressione delle Province 

È ancora giallo sulla decisione del Governo che riguarda l'abolizione delle Province. "Nessuna norma è prevista nella manovra" ha detto il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione. Nella manovra sono contenuti anche rincari per il pedaggio autostradale: per quelle in gestione diretta dell'Anas e per quelle collegate con raccordi autostradali gestiti dalla società.  



Incidenti lavoro
Udine, Cuneo e Teramo: tre vittime 

Un agricoltore di 22 anni di origini romene, Andrea Kasem è morto folgorato questa mattina in un incidente sul lavoro verificatosi a Sant'Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo. A Udine un 24enne muore colpito da un tronco. A Cuneo un operaio ha perso la vita travolto da camion in manovra.  



Vertenze
Vinyls: tutto da rifare, la Ramco si ritira 

Si ricomincia da capo: la multinazionale araba ufficializza il dietrofront con una lettera al ministero dello Sviluppo economico. Il dicastero starebbe lavorando a un piano b. Delusione sull'isola dei cassintegrati. Il sindaco: "Sono sconcertato". Morselli (Filctem Cgil): "Il governo faccia chiarezza una volta per tutte". 



Diritti umani
Amnesty: la legge è uguale per tutti 

Il Rapporto annuale: nel mondo importanti passi avanti, ma restano condanne a morte in 58 paesi e torture in 111. Critiche a Usa, Russia, Cina. Israele impedisce la giustizia a Gaza. "Molti accertano le responsabilità solo quando conviene politicamente". In Italia un anno di diritti violati. 



Spagna
La manovra Zapatero
passa in Parlamento 

La manovra bis da 15 miliardi è stata approvata con 169 sì e 168 no. Il premier è isolato, e annulla il viaggio in Brasile. Ridotti gli stipendi agli statali e congelate le pensioni. Il 2 giugno lo sciopero del settore pubblico. Francia in piazza per le pensioni 



Cina
Foxconn, non si fermano
i suicidi nella fabbrica iPad 

Dieci morti dall'inizio dell'anno alla Foxconn, sussidiaria di Apple, Dell e Nokia, che fa firmare ai suoi dipendenti una lettera in cui si impegnano a non suicidarsi. Nella città-fabbrica lavorano, vivono e dormono 300 mila persone
 
 
 

giovedì 27 maggio 2010

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mercoledì 26 maggio 2010

DA U' CUNTU, LA 'RESISTENZA CON LE STELLETTE, E chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli...,Figure del socialismo italiano

DA U' CUNTU

 

E' passato?

Questa è l'Italia che avete, miei nobili concittadini.

di Riccardo Orioles

Non ho ancora capito se l'accettiate per ignoranza, o perché proprio vi piace così. Nel primo caso (io debbo credere al primo caso, perché sono italiano), il nostro mestiere è di informarvi e qui, come in altri luoghi – per lo più eterei – facciamo il nostro lavoro. I vostri ladri ci cercano fin qui nell'internet, per metterci il bavaglio addosso e mantenervi ignoranti (o felici).

    "A signora donna Lionora / che cantava 'ncoppa o teatro / mo' abballa in mezzo o' mercato", dissero di una nostra collega che alla fine riuscirono a  imbavagliare (e a impiccare nella piazza del mercato), molti anni fa. I Borboni, la plebe, l'Europa lontanissima, i Bossi e i La Russa di allora. Quanto tempo è passato, amici miei. E' passato?

http://www.ucuntu.org/
 
 
 
 

 

RICEVIAMO E VOLENTIERI SEGNALIAMO

 

LA 'RESISTENZA

CON LE STELLETTE'

 

Convegno all'Università Roma III

Martedì 25 maggio, ore 10-13

Sala del Consiglio del Dipartimento di Studi Storici Geografici Antropologici - via Ostiense 234, Roma

L'incontro La 'Resistenza con le stellette' sarà l'occasione per presentare i volumi 'Soldati' di Carlo Vallauri e 'La Resistenza Tricolore' di Arrigo Petacco e Giancarlo Mazzuca. L'appuntamento è promosso da: Università Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia, Storia dei movimenti e dei partiti politici, ANCFARGL-Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari Guerra di Liberazione, Sezione di Roma Salvo D'Acquisto.

Programma

Coordina:

Marco Lodi, Presidente ANCFARGL Roma

Intervengono:

Prof. Carlo Vallauri, Storia dei movimenti e dei partiti politici, Università di Siena 

Prof. Agostino Bistarelli, Storia contemporanea, Sapienza Università di Roma

Prof. Giuseppe Barbalace, Storia dei movimenti e dei partiti politici (Università Roma Tre

Gen. Federico Marzollo, Presidente associazione Reduci LImo bersaglieri AUC Monte Lungo 1943

Mario Bianchi, Gruppo di combattimento Friuli ANCFARGL

Per informazioni:

Marco Lodi, lodi@uniroma3.it
 
 
 
 

DOSSIER - "NOI SIAMO CHIESA"

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

 

E chiunque scandalizzerà
uno di questi piccoli...

 

Sullo scandalo pedofilia una proposta di "Noi Siamo Chiesa" per la situazione italiana - (3/3)

7. L'intervento di Hans Küng

La questione delle responsabilità della struttura centrale della Chiesa si impone esaminando i fatti e quanto si sa (ed è sufficiente) sul suo funzionamento. Küng ha posto il problema per primo nella parte finale del suo recente articolo (su "Repubblica" del 18 marzo e poi alla radio svizzera) chiamando in causa le responsabilità personali di Joseph Ratzinger. Ci sono fatti incontrovertibili. I comportamenti, quasi sempre omogenei, dei vescovi nel mondo di fronte a questo problema indicano che c'è, o c'era, una cultura comune e una struttura conseguente; e abbiamo detto  delle norme canoniche esistenti. Come può infatti chiamarsi fuori chi, da tutto il mondo, ha avuto sul proprio tavolo – è da presumere – per oltre vent'anni le segnalazioni dei casi di pedofilia del clero?

  La lettera di Benedetto XVI ai cattolici d'Irlanda è severa con la Chiesa locale (senza peraltro decidere provvedimenti concreti) ma nulla riconosce delle responsabilità specifiche della Santa Sede. Eppure, ad esempio, esse emergono con chiarezza, nel caso

irlandese, dal rapporto Murphy; prima la CDF nel settembre del 2006 e poi il Nunzio in Irlanda nel febbraio 2007, si rifiutarono di rispondere alle richieste di collaborare alle indagini. Altre vicende vengono alla luce come quella relativa ad un caso nella diocesi di Milwaukee, sollevato con  grande evidenza dal   New York Times (anche in questo caso la risposta di padre Lombardi alle accuse appare sulla difensiva e di tipo giustificatorio).

Il mea culpa richiesto da Küng è atteso ormai da tanti, a partire dalle vittime (quelle irlandesi, peraltro, si sono dichiarate insoddisfatte della Lettera del 19 marzo).Infatti, il sistema della trattazione dei delitti, accentrato nei vescovi e nelle Curie e poi nella CDF, deve essere deplorato e censurato con forza sia dal punto di vista della morale cattolica e laica che da quello del corretto rapporto con le vittime. Non voler riconoscere la realtà e le responsabilità ultime per un malinteso rispetto del pontificato ci sembra un grave errore alla luce della credibilità dell'annuncio della Parola.

E' nostro dovere di membri di questa nostra Chiesa pretendere che tutto il sistema – nel modo di affrontare tale questione – sia smantellato, che il papa riconosca la realtà dei fatti, chieda perdono e si inizi un percorso di purificazione e di conversione che coinvolga tutti i responsabili diretti delle tristi vicende e poi tutti i credenti perché lo Spirito aiuti la Chiesa cattolica in questo passaggio difficile. Un percorso che inevitabilmente comporta che ogni singolo vescovo, ovunque eserciti il suo ministero, se oggettivamente responsabile di aver sacrificato le vittime per salvare la pretesa onorabilità della Chiesa romana, affronti il problema – personale e strutturale – della opportunità, o forse della necessità, delle sue dimissioni.

8. La situazione in Italia e la Conferenza episcopale

In Italia l'estensione del fenomeno degli abusi sessuali sembra per ora contenuto, almeno se raffrontato con quanto sta succedendo in NordEuropa e negli USA. Trattandosi per sua natura di un fenomeno clandestino e trattato, in generale, nel segreto, è difficile capire se nel nostro paese esso sia effettivamente di minori dimensioni. È possibile che esso sia   emerso in misura modesta, forse anche per una maggiore pressione sulle vittime per ottenerne il silenzio. Comunque, sull'onda della situazione d'oltralpe, sono ormai tanti  i fatti documentati di pedofilia che hanno avuto come protagonisti preti o religiosi (4), mentre le vittime si stanno organizzando. Gli episodi emersi fino ad ora sono stati gestiti in modo simile a quanto avvenuto negli altri paesi.

Ciò premesso, veniamo al primo intervento pubblico, e relativamente dettagliato, dei vertici della Conferenza episcopale italiana sulla questione della pedofilia del clero. Aprendo, il 22 marzo, la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente della CEI, il card. Angelo Bagnasco aveva toccato anche questo problema; l'assemblea ne ha poi discusso, giungendo alle conclusioni espresse nel comunicato finale dei lavori diffuso il 30 marzo: i vescovi plaudono all'"atteggiamento fermo e illuminato di Benedetto XVI", esprimendogli piena solidarietà; confermano il valore del celibato obbligatorio; esprimono fiducia nei tanti sacerdoti che adempiono con impegno evangelico al proprio ministero. Precisano, poi: "Il rigore e la trasparenza nell'applicazione delle norme processuali e penali canoniche [contro il reato di pedofilia del clero] sono la strada maestra nella ricerca della verità e non si oppongono, ma anzi convergono, con una leale collaborazione con le autorità dello Stato, a cui compete accertare la consistenza dei fatti denunciati". 

Ci sembra importante l'enunciato impegno a collaborare con le autorità dello Stato, anche se non è esplicito l'invito ai vescovi ad indirizzare alla magistratura   le vittime delle violenze sessuali del clero e ci si richiama ancora al processo canonico come "strada maestra". Tuttavia – ci sembra – i vertici della CEI, forse sorpresi e angosciati dagli avvenimenti in corso, e incerti tra autogiustificazioni e autoassoluzioni, denunce di "complotti" contro il papato e il timore di aprire nella Chiesa cattolica italiana un dibattito dagli esiti incerti per l'establishment ecclesiastico, non prospettano, almeno per ora, nessuna iniziativa concreta e immediatamente fattibile. Non vorremmo che, passata la bufera, tutto continuasse come prima.

9. Una proposta per l'immediato futuro

Non si può stare fermi e dire solo belle parole che vorrebbero essere rassicuranti. In assenza di altri, proviamo ad assumerci la responsabilità di fare una proposta concreta, sperando che sia presa in considerazione. Noi proponiamo che, da subito, le autorità della Chiesa cattolica italiana decidano l'istituzione di strutture indipendenti per occuparsi dei casi di pedofilia che riguardano il clero, i religiosi e tutti i soggetti interni alle strutture che, in vario modo, fanno parte della nostra Chiesa.  Si potrebbe istituire in ogni Conferenza episcopale regionale un "Collegio per l'ascolto e la trasparenza", composto, per esempio, di tre membri, che abbia come proprie caratteristiche fondamentali quello di essere indipendente da ogni autorità ecclesiastica o di altro tipo, di agire con riservatezza e con criteri garantisti, di ricevere le lagnanze e/o le segnalazioni di qualsiasi tipo relativi a questioni che riguardino casi di pedofilia avvenuti in ambito ecclesiastico.

Questo Collegio dovrebbe avere il compito di analizzare le situazioni ad esso sottoposte e, se del caso, deferire i fatti alla magistratura, avvisando l'autorità ecclesiastica. Contemporaneamente il Collegio dovrebbe potersi rivolgere a servizi sociali, educativi e sanitari, ai quali sottoporre situazioni che ne possano richiedere l'intervento; e dovrà pure occuparsi del problema del risarcimento, morale e materiale, nei confronti delle vittime. Questo "luogo" dovrebbe essere fatto conoscere nelle parrocchie e in ogni altra sede frequentata da credenti,  attraverso i mass media del mondo cattolico, essere facilmente accessibile (sede, web, posta elettronica, numero verde…) e dotato di strumenti minimi, anche di tipo economico, per operare. Salvo modifiche in futuro, allo stato attuale e per procedere speditamente, non vediamo altre possibilità che sia la stessa autorità ecclesiastica a scegliere chi ne possa fare parte, dopo consultazioni non formali con gli organi esistenti di partecipazione (Consigli pastorali).

Ci permettiamo di indicare dei criteri per la sua composizione: persone senza alcuna responsabilità attuale nella Chiesa e che provengano possibilmente dalla magistratura. Soprattutto, questi Collegi dovranno prevedere obbligatoriamente al proprio interno la presenza femminile. La qualità delle persone scelte sarà testimonianza della reale volontà delle autorità ecclesiastiche di fare sul serio.

Sono proposte che ci permettiamo di sottoporre alla discussione nella nostra Chiesa – in altre Chiese cattoliche locali in questi giorni si è già andati in questa direzione (5) – ci sembrano ragionevoli, facilmente attuabili e tali, soprattutto, da dare credibilità alle persone che chiedono fiducia, e che, in questo modo, possono essere garantite da strutture indipendenti.

Dossier di Noi siamo Chiesa

3/3 - Fine

Roma, 31 marzo 2010

 

 

 

RICEVIAMO E VOLENTIERI SEGNALIAMO

Figure del

socialismo

italiano

 

E' in libreria Figure del socialismo italiano, di Bruno Becchi.

Bruno Becchi, membro del Comitato direttivo del Centro di Studi Storici "Carlo Francovich" e del Consiglio direttivo dell'Istituto Socialista di Studi Storici, lo studioso fiorentino ha al suo attivo una gamma piuttosto vasta di interessi di ricerca ed un significativo numero di pubblicazioni. Si è occupato di storiografia e ricerche bibliografiche ed ha fatto studi e pubblicazioni sulla storia del socialismo e del

Partito d'azione, sulla classe dirigente italiana dal fascismo ai nostri giorni, su don Lorenzo Milani e la scuola di Barbiana. Ha pubblicato articoli e saggi su riviste specialistiche quali "Rivista storica italiana", "Rassegna Storica del Risorgimento", "Argomenti storici", "Dimensioni e problemi della ricerca storica", "Testimonianze". Fra i titoli dei suoi lavori sono da ricordare Riccardo Lombardi, l'ingegnere del socialismo italiano (Milano, 1992), L'interpretazione delle seconda guerra mondiale nella manualistica di orientamento marxista (con M. Amadori e A. Esposito), "Argomenti storici" (1993), Il mondo politico, in S. Bertelli, Gli inossidabili. Come si diventa "signori" con la politica (Firenze, 1996),  Il PSI dalla ricostruzione del dopoguerra alla "rivoluzione generazionale" del Midas, "Laburista notizie" (2/2003), Lassù a Barbiana ieri e oggi. Studi, interventi, testimonianze su don Lorenzo Milani, (Firenze, 2004), Lorenzo Milani, una personalità a più dimensioni, "Testimonianze" (2/2007).
Questa significativa produzione storiografica viene oggi ad arricchirsi di un nuovo importante contributo, frutto di un duplice interesse di studi dell'autore: il genere biografico e la storia della politica e del socialismo italiano in particolare. Infatti il libro di Becchi si configura come una sorta di "Quadri di un'esposizione", in quanto propone al lettore un metaforico percorso attraverso taluni aspetti del pensiero e dell'azione politica di figure esemplari del movimento socialista italiano. Passando da Labriola a Matteotti, a Rosselli, a Nenni, a Lombardi, a Pertini, soffermandosi su Calamandrei, Brodolini, Codignola ed altri ancora, Figure del socialismo italiano propone una "promenade" attraverso la raffigurazione di uomini che tanta parte hanno avuto, in modi e tempi diversi, nella storia politico-sociale dell'Italia del secolo scorso. Il nucleo originario dei "quadri della mostra" – "i bozzetti", potremmo dire, restando nella metafora - è rappresentato da una scelta di articoli di Becchi (ma alcuni anche di altri autori, da Valdo Spini, a Roberto del Buffa, a Stefano Merlini) apparsi sul periodico "Laburista notizie" nel corso dei sui primi dieci anni di vita. Si tratta di contributi in parte rielaborati ed adeguati alle mutate esigenze del nuovo tipo di pubblicazione, ma cui è stato mantenuto quel binomio di rigore storiografico e stile piano e di agevole lettura che fin dalla prima uscita ne ha rappresentato la caratteristica saliente. Completa il volume un'Introduzione in cui l'autore si sofferma sulla crisi che ha colpito il Partito socialista allo scadere del suo centenario e ne ha addirittura determinato lo scioglimento nel novembre 1994. Emerge così in tutta evidenza lo stridente contrasto tra la vitalità di certe intuizioni politiche e la scomparsa del partito che degli autori di quelle intuizioni ha rappresentato il punto di riferimento ideale ed organizzativo. Naturalmente anche l'apparato critico, un'aggiornata sezione di Orientamenti bibliografici e l'Indice dei nomi fanno sì che il libro si configuri come una pubblicazione sostanzialmente diversa rispetto ad una semplice raccolta di articoli già editi. Il volume di Becchi insomma presenta un'identità emancipata dalla sua matrice genetica, una fisionomia autonoma ed una di vita propria, capace di aiutare a comprendere fenomeni più ampi di quelli circoscritti alla vicenda del singolo personaggio oggetto di studio. Ad esempio, l'articolo su Antonio Labriola, oltre ad essere l'unico dedicato ad un personaggio non riconducibile al socialismo riformista, pone l'attenzione, fra le altre cose, sulla diffidenza dell'attuale clima politico nei confronti della cultura ed in particolare di quella filosofica, soprattutto quando questa tende ad occuparsi di questioni di carattere politico o sociale. Naturalmente il pezzo su Labriola si occupa anche della dialettica interna al socialismo italiano tra un'impostazione rivoluzionaria e rigorosamente marxista, appunto quella del filosofo cassinate, ed una più pragmatica e gradualista rappresentata da Turati. Lo scritto su Eugenio Azzerboni mira ad evidenziare come pure le vicende del socialismo a livello locale siano parte integrante di un movimento più generale di carattere nazionale. I saggi su Matteotti, Rosselli, e, in parte, anche quello su Pertini sottolineano il contributo qualitativamente rilevante dato dai socialisti alla causa dell'antifascismo. Lo stesso potremmo dello scritto su Calamandrei che evidenzia il contributo politico-giuridico-istituzionale dato dall'intellettuale fiorentino alla costruzione dell'Italia repubblicana. Si tratta insomma di scritti – da quelli su Nenni, Lombardi, Giolitti, Brodolini, Codignola, Arfé a quelli poco sopra citati - che non si fermano alla stretta vicenda biografica, ma investono l'ambito più generale degli interessi ed il contesto storico in cui si inseriscono il suo pensiero e la sua opera della figura biografata.

    Il nuovo libro di Bruno Becchi pertanto, procedendo alla ricostruzione storico-politica delle intuizioni, delle realizzazioni, dell'esemplare coerenza ideale di alcune delle personalità che più hanno contribuito alla modernizzazione del paese ed alla democratizzazione delle sue istituzioni rappresenta un opportuno stimolo alla riflessione e al confronto di idee, che data la tristizia dei tempi odierni, appaiono quanto mai utili.

Bruno Becchi, Figure del socialismo italiano, Firenze, Pagnini, 2010, pp. 217, euro 14.-